dal 29/09/2026 al 28/10/2026
RITMI INFINITI
La Tinaia e Blu Cammello, due realtà toscane dell’Art Brut internazionale.
A cura di Riccardo Bargellini
Consiglio regionale della Toscana
Palazzo Bastogi, (piano nobile)
via Cavour, 18 Firenze
dal 29 settembre al 28 ottobre 2026
La Tinaia di Firenze e Blu Cammello di Livorno sono due realtà artistiche toscane, che, nell’ambito dell’Art Brut, sono andate affermandosi come due eccellenze di livello internazionale. Attive rispettivamente da cinquantunanni e ventisette anni, in seguito alla recente mostra «Abitare i confini. Abitare lo specchio» — tenutasi nel 2025 nell’ambito del X Festival nazionale dell’outsider art e dell’arte irregolare — hanno rinnovato la loro sinergia attraverso la realizzazione di progetti artistici condivisi. Questo legame riprende e consolida un percorso comune durato vent’anni, durante i quali La Tinaia e Blu Cammello hanno portato la loro visione e il loro valore in eventi espositivi e musei prestigiosi, sia in Europa che oltreoceano — dalla Collection de l’Art Brut di Losanna al Trinkhall Museum di Liegi, dal Centre Pompidou di Parigi fino alla New York Art Fair, solo per citarne alcuni —. In occasione della Giornata mondiale della Salute Mentale, il Consiglio regionale della Toscana ha invitato le due realtà a organizzare una mostra nel prestigioso Palazzo Bastogi di Firenze.
La scelta per questa nuova esposizione si è concentrata sul concetto di «ritmo infinito», una delle chiavi interpretative più immediate e al contempo affascinanti che si possono riconoscere nell’ampio e variegato universo dell’Art Brut, sia storica che contemporanea. Per gli artisti outsider — generalmente privi di formazione accademica e attivi, soprattutto in passato, in contesti segnati dall’isolamento e dal disagio —, la ripetizione ossessiva di disegni, linee, scritture o moduli geometrici non è una scelta stilistica, ma la risposta a dinamiche profonde dell’individuo. Il ritmo ripetitivo che caratterizza il gesto di questi artisti può avere un effetto calmante, ipnotico e in certi casi persino consolatorio. Si tratta di una sorta di meditazione grafica, un movimento senza fine che porta a riempire gradualmente ogni minimo spazio del supporto su cui si lavora. Ed è proprio questo aspetto che la mostra «Ritmi infiniti» intende esplorare e mettere in evidenza, sia nella selezione degli artisti e delle opere, sia nella progettazione dell’allestimento. Da lontano, i singoli gesti artistici che coesistono sullo stesso supporto
finiscono per dare l’impressione di comporre un’unica grande opera, come una texture organica o una complessa mappa grafica; da vicino, si nota invece che quella trama è in realtà composta da molteplici rappresentazioni autonome, ciascuna delle quali conserva l’energia e l’urgenza del momento in cui è stata realizzata. Per comprendere queste opere è necessario capire che ciò che interessa agli autori è il processo creativo in divenire piuttosto che il risultato finale, del quale talvolta possono addirittura disinteressarsi. Seguendo questo stesso principio compositivo, l’allestimento della mostra prevede anche la creazione di speciali polittici di grandi dimensioni, composti da opere più piccole di uno stesso autore, che generano modulazioni macroscopiche capaci di restituire la potente ispirazione di questi lavori concepiti per moltiplicarsi, non per esaurirsi in un unico gesto.